Benvenuti su Dove Traduco le Cose, spero che gli argomenti trattati siano di vostro gradimento e che troviate un momento di piacevole sosta. Grazie per essere qui.
Devo ammettere che la rotella di questo mouse non mia aggrada. Ne cercavo una morbidosa, e silenziosa, morbidosa lo è. Costa molto, ed i tasti laterali sono leggerini. Queste sono le pecche di altrettante qualità. E’ rivestito di gomma, è vellutato al tatto ma sporchevole …
Nel tentativo di rituffarmi alla ricerca del “raton” perfetto ho scoperto che ci vogliono almeno due settimane di utilizzo per abituarcisi dato che le sue peculiarità mi stanno convincendo sempre più. Ero abituato a scrollare velocemente e silenziosamente con il Logitech ma quando si trattava di andare con la rotellina a scatti rantolava. Se scrollo veloce rantola anche il mio Sensei, tipo suona a vuoto etc., inammissibile per un mouse di questa caratura. Prima che la SteelSeries mi linci sappiate che lasciandosi portare dalla rotellina e non portando la rotellina si ottiene come risultante un’esperienza indescrivibile. Non so se mi abituerò a questo modo di scorrere le pagine web. Però è bello.
Il motivo per il quale scrivo questo post, dopo aver valutato l’acquisto di un altro mouse per il motivo sopra citato, è che mi sono trovato ad effettuare un triplo click che non avevo mai fatto, ad una velocità impressionante, sono andato indietro di quattro pagine web, penso, in un millesimo di secondo, suppongo sia dovuto ai famigerati switch Omron, un’esperienza … FE-NO-ME-NA-LE.
Morale:
Non gettatevi subito all’acquisto di un nuovo prodotto se non vi va, testatelo, abbiate fiducia in lui, e poi alla fine se proprio proprio non vi va, cambiatelo. Potrebbe farvi risparmiare tempo e denaro.
Ringrazio Drako s.r.l per avermi fornito questo bel mouse e SteelSeries, consigliando a tutti di provare almeno un prodotto di questa azienda danese, rinomata in tutto il mondo e sinonimo di qualità.
P.S.
Il click centrale è ottimo, ed il mouse dispone di ben 7 tasti programmabili più illuminazione (disattivabile).
Preghiera per vivere il presente
(Soren Kierkegaard)
Signore,
aiutaci a vivere l’oggi,
a non indugiare nel passato.
Ciò che è stato è stato,
e tutto il mio rammarico
non lo farà risorgere.
Il momento immediatamente presente
è quasi sempre tollerabile.
Soltanto il rimpianto del passato
e l’apprensione del futuro
lo rendono insopportabile.
Adattarsi alle circostanze
è assai più facile
che piegarle alla nostra volontà.
Aiutaci a capire
che accettare il dono di ogni giorno
è lasciarsi guidare
docilmente da Te.
L’importanza di disporre di periferiche che soddisfino il nostro uso quotidiano diventa sempre più importante. Per una persona che usa il computer 24h/24h è basilare il comfort, o meglio stabilire una sorta di simbiosi con la macchina. A parte questa elucubrazione “cyborghiana” vi sarete trovati a soffrire fisicamente, non so, per un mouse troppo freddo, per la tastiera troppo molle, e via dicendo, il tutto proprio accentuato dalla durata che noi passiamo davanti al computer oppure dove focalizziamo la nostra attenzione. Chiamiamole “annoyances” ma esse alla lunga si trasformano in vere e prorie micro-ferite, injuries.
Con l’avvento, o meglio la reintroduzione sul mercato di tastiere meccaniche, non mi dilungherò in descrizioni tecniche, vi è la possibilità di poter scegliere fra diversi tipi di tasti, i famosi Cherry MX, Black/Red/Brown/Blue, aventi diverse caratteristiche, per esempio la forza che noi dobbiamo imprimere ai tasti, Black più duri, Red meno duri, oppure in base al feeling che chiamerei “sensazione di ritorno del tasto”, caratteristiche dei Brown e dei Blue. Meccanica richiama rumore; vi sono diversi video su YouTube con delle bellissime comparative, sommariamente i Blue sono i più rumorosi e dicono offrano un migliore feedback a chi scrive, e vengono descritti come i più adatti agli scrittori, giornalisti, insomma a chi scrive molto, mente i Brown sembrano essere una miscela dell’intero lotto e i meno rumorosi.
Ammetto di essere molto ansioso di provarne una, insomma un po’ come le vecchie macchine da scrivere, dove le lettere si inchiodavano sulla carta. Venendo al punto, molte di queste tastiere vengono vendute con layout non sempre disponibili per ogni lingua, di conseguenza se siete amanti degli accenti e volete vederveli stampigliati sulla vostra tastiera è necessario un minimo di adattamento. Comunque ce ne sono già parecchie disponibili nella nostra lingua, e sono convinto ne vedremo sempre più.
Viene in nostro aiuto Holdkey un programma per Windows piccolo e geniale, una volta installato, risiede silenziosamente nel vostro tray, preoccupandosi di monitorare le nostre lettere. Una volta chiamati all’accentare la parola desiderata basta tenere premuto il tasto desiderato fino alla comparsa di una piccola freccetta all’insù, indicante l’avvenuta ricognizione della lettera, rilasciando il tasto comparirà una comoda barra dove noi potremo selezionare la lettera accentata desiderata, selezionabile sia con il mouse o digitando il numero corrispondente. E’ più facile provare il programma, vi assicuro che è veramente immediato. Che dire, fatemi sapere le vostre senzazioni con le vostre periferiche preferite, io personalmente ho un mouse che diventa sempre più ghiacciato, dopotutto sono i nostri compagni di viaggio.
“Vostra Eccellenza, che mi sta in cagnesco” (Giuseppe Giusti 1809-1850). Una presenza ricorrente di questi tempi. Uno sguardo malevolo sfreccia dal più alto punto di vista al più basso. Da dove proviene codesto brutto occhio. Gravità che fuoriesce dalle discrepanze delle nostre vite nel mondo? Perché questo inutile dolore? Perché dobbiamo sentirci colpevoli. Inutile. “Signore, guida la mia mano”
Andrea Soru è un amico, incontrato sul bistrattato Facebook, Double six Project (Jabaro/Ascari) è stato uno dei primi esponenti musicali su Jamendo, e considero loro, tra gli altri, fondamenta di questa “piattaforma espositiva”, forse un po lenta nel raggiungere l’utente ma con le idee chiare. E’ un tantino difficile seguire il suo percorso di crescita, Double six Project ha ottime realizzazioni all’attivo e l’incipit di “Riding the Dune” può essere facilmente reclutato come descrittore del loro motto, della loro terra, della loro delicata filosofia.
La Luna guarda attraverso di noi mostrandosi celando la Terra, lasciandoci vedere docilmente le cose in modo diverso. Dobbiamo solamente applicare lo sguardo da la, non ho sbagliato, da la. Taste of Dreams è il nuovo Jabaro, con Terrie ad intensificare sonorità vitali, ed una scintilla equamente distribuita, come lacrima dorata. Atterrando nel mio angolo quadrato trovo che le cose stanno diventando migliori, tra i sentimenti dei nostri opposti emisferi, grazie a questo rapporto senza fine sorretto dalla Gravità. “Per favore Signore, guida ancora la mia mano”
Caspita! Ho mancato anche di farvi gli auguri per Natale! Se c’è una cosa che non mi piace fare è dedicare un post a comunicazioni di servizio. Qualcuno storcerà sicuramente il naso. Non volevo buttare lì un’immagine Natalizia a caso, anche perché sono negato e dovrei ripiegare sul solito Flickr. Sono stato impegnato su A Place Suggested dove recentemente è stato pubblicato un post dedicato al mio amico Andrea Soru Jabaro che a breve sarà postato su questo Blog, ho rimosso un post, lo ammetto, di quelli copia e incolla più due righe, dedicato alla scarsa conoscenza che si ha della persona di Papa Ratzinger, ahimè argomento troppo importante per essere preso e mollato, ed aspetto il 2013 con ansia, quell’ansia di libertà che forse tutti Ci meritiamo. Metaforicamente io inizio a stappare adesso, vi aspetto nel 2013, sperando che arrivi in fretta! Auguri!
Vi è stato detto
che, come una catena, siete fragili
quanto il vostro anello più debole.
Questa è soltanto mezza verità.
Siete anche forti
come il vostro anello più saldo.
Misurarvi dall’azione più modesta
sarebbe come misurare la potenza dell’oceano
dalla fragilità della schiuma.
Giudicarvi dai vostri fallimenti
è come accusare le stagioni
per la loro incostanza.
E voi siete come le stagioni,
e anche se durante il vostro inverno
negate la vostra primavera,
la primavera, che in voi riposa,
sorride nel sonno e non si offende.
Cristo, mio redentore.
Sono libero quando accetto la libertà degli altri.
Sono libero quando riesco ad essere persona.
Sono libero quando non credo nell’impossibile.
Sono libero se la mia unica legge è l’amore.
Sono libero quando credo che Dio è più grande del mio peccato.
Sono libero quando solo l’amore riesce a incantarmi.
Sono libero se mi accorgo che ho bisogno degli altri.
Sono libero quando sono capace di ricevere la felicità che mi regalano gli altri.
Sono libero se solo la verità può farmi cambiare strada.
Sono libero se posso rinunciare ai miei diritti.
Sono libero quando amo il bene del mio prossimo più della mia stessa libertà.
Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiagga ascolta
la storia delle onde.
“… C’è speranza che gli esseri viventi possano ricreare le proprie identità singole?” Questa è la frase che conclude la trama di uno dei due capitoli di Neon Genesis Evangelion: The Feature Film, posta sul retro del DVD appena acquistato su Amazon. Mi preme parlarne per un sentito e doveroso grazie a tutte le persone che hanno creato, partecipato, doppiato questa splendida serie Anime recentemente riproposta da Rai 4 durante le vacanze Natalizie con i suoi due più recenti film, incarnazioni che compongono il cosiddetto “rebuild” di Evangelion, composto da quattro pubblicazioni di cui una è prevista per quest’autunno.
La serie “vera” tuttavia è un’opera molto più complessa è sfaccettata e va visionata tutta per intero se si vuole assistere realmente a qualcosa di veramente stupefacente, cosa peraltro fattibilissima grazie a Dynit, responsabile della distribuzione italiana della serie, che ha reso disponibile sul sito di PopcornTv, tutti gli episodi originali liberamente fruibili e di ottima qualità.
Non mi dilungherò altrimenti e questo post non è atto a convincere nessuno di catapultarsi alla visone, ma la sorpresa di trovarsi “incastonati” ai sentimenti dei protagonisti scuote fortemente e scava nel profondo raccontandoci le nostre paure come le sappiamo già, e proponendo di abbandonarci alle nostre debolezze come soluzione.
E’ come se qualcuno mi avesse chiamato da lontano per dirmi: “Ehi c’è quello che piace a te in televisione! Un po’ di umanità!” Ed è di umanità che parla questo splendido Anime. Stiamo pensando abbastanza a noi stessi?